Collectivité Territoriale de Corse

Discours du Président du Consiglio régionale della Sardegna, Gianfranco Ganau

Vendredi 8 Juillet 2016



Presidente Talamoni, Signori consiglieri dell'Assemblea di Corsica,

è con vera soddisfazione che porto i miei saluti e quelli dell' intero Consiglio regionale della Sardegna ai lavori di questa Assemblea.

Oggi abbiamo insediato la Consulta interistituzionale sardo – corsa ed abbiamo svolto la prima riunione, dando seguito a quegli impegni che abbiamo preso solo poco mesi fa.

Le nostre isole, da sempre geograficamente vicine, sono state divise da percorsi storici diversi ma vivono oggi condizioni e problemi comuni.

Da una parte le ragioni fortemente identitarie della cultura, della lingua trovano difficoltà ad essere adeguatamente sostenute e a garantire quella continuità e radicamento che vogliamo e che definiscono l'identità di un popolo. Dall'altra le difficoltà legate alla condizione di insularità che comportano diseguaglianze e ritardi nelle opportunità economiche e sociali dei sardi e dei corsi nei confronti del resto di Europa.
 
Proprio nelle nostre storie, non serve ricordare che qui è nata la prima Costituzione europea e che modelli di autodeterminazione hanno trovato realizzazione sotto la guida di eroi nazionali come Pasquale Paoli e Giovanni Maria Angioi, troviamo riferimenti utili che indicano la strada di una moderna sovranità compatibile con i principi fondanti l'Europa dei popoli e il moderno federalismo democratico.

È all' Europa, oltre che agli Stati nazionali, che dobbiamo guardare per rivendicare e vedere riconosciuti diritti paritari e pari opportunità. In questo, se sapremo bene interpretarla, la neonata Consulta, può essere utile a rafforzare le nostre richieste, sostenendo le motivazioni e cercando un’ interlocuzione anche diretta con gli organismi di rappresentanza europea, in un percorso comune che può portare solo vantaggi ad entrambe le nostre isole.

In questo senso, senza fughe in avanti e con molto realismo, la prospettiva di una macro-regione europea deve essere attentamente valutata e, se condivisa, adeguatamente coltivata. Di questa idea non bisogna aver paura ma va piuttosto curata e coltivata, come uno strumento che accresce opportunità ed amplia diritti di tutti e non di qualcuno a svantaggio di altri.

Questo percorso non può prescindere dal pieno riconoscimento della condizione di insularità e dei necessari meccanismi di compenso che trasformino l'attuale condizione penalizzante in una condizione di pari competitività ed opportunità, dove le peculiarità di eccellenza culturale e ambientale siano pienamente valorizzate. Perché questo sia forte e vincente deve evidentemente cercare la più ampia condivisione con la nostra gente e diventare patrimonio dei più.

Non a caso un argomento trattato oggi ha riguardato la formazione universitaria e la collaborazione tra le nostre università , perché crediamo fermamente che un migliore futuro dipenda da una migliore qualità della formazione dei nostri giovani, da una futura classe dirigente consapevole della propria cultura e pronta a cogliere le opportunità che l'Europa può offrire.
 
Oggi è un bel giorno per il popolo corso e per il popolo sardo, sento tutta la responsabilità del ruolo che ci siamo dati. Abbiamo in mano uno strumento ma soprattutto una nuova forte volontà per scrivere una storia e definire prospettive diverse per le nostre isole e per i nostri popoli.
 
Buon lavoro a tutti.